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Tutti i lati positivi del bere caffè (con moderazione)

Di ricerche sul caffè – come su altri alimenti e bevande – ne escono in continuazione, magari è la bevanda più studiata al mondo per quanto è vasta la sua diffusione e consumo. La notizia più recente relativa al suo consumo è davvero sorprendente, perché va a sfatare l’idea che un suo abuso sia pericoloso per le arterie e per il cuore, mentre si asserisce che berne 3 o 25 non cambierebbe nulla riguardo alla salute cardiocircolatoria. Tuttavia senza sfociare negli eccessi, si sa che bere caffè con moderazione – ossia al di sotto dei 300mg di caffeina al giorno, l’equivalente di 3 caffè espresso – dona solo effetti positivi. Vediamone alcuni.

Energizzante naturale

La caffeina, si sa, ha funzioni energizzanti. Assumere caffè regolarmente, specialmente al mattino darà la giusta spinta e carica per affrontare la giornata. Per questo è bene non somministrare caffè e bevande contenenti caffeina ai bambini e ragazzi, che di energia ne hanno già da vendere e non necessitano di stimolanti del sistema nervoso centrale. Il caffè, infatti, è in grado di migliorare il tono, l’umore, la resistenza a fatica e sonno, addirittura le prestazioni psicologiche e atletiche.

Potenzia l’effetto degli analgesici

Da qualche anno si è appreso che le molecole della caffeina sono dei potenti acceleratori nell’assorbimento dei medicinali analgesici, ossia gli antidolorifici, come il paracetamolo. Difatti sono stati messi in commercio farmaci che combinano i due tipi di molecola, per un effetto più rapido ed efficace nel contrasto del dolore (Tachicaf, ad esempio). Similmente, bere un caffè e assumere un analgesico aiuta a combattere il dolore.

Favorisce la digestione

Soprattutto, se preso amaro a fine pasto favorisce il processo digestivo. Di per sé è un blando digestivo poiché concorre a stimolare la secrezione di saliva, succhi gastrici e biliari favorendo digestione dei cibi.

Protegge da alcune malattie

Due delle più diffuse malattie neurologiche del secolo, sembrano restare alla larga dai consumatori abituali di caffè. Diverse ricerche ormai propendono per la correlazione inversa tra consumo di caffè abituale e probabilità di sviluppo di Alzhaimer e Parkinson. I bevitori di caffè sembrerebbero significativamente meno esposti al rischio di contrarre il Morbo di Parkinson perché le molecole della caffeina attivano un’antagonista di un recettore chiamato A2A che è coinvolto nella funzione di protezione dei neuroni dopaminergici, quelli che vengono a mancare ai parkinsoniani. Stessa correlazione positiva si è vista nei forti bevitori di caffè e la scarsa propensione allo sviluppo del diabete di tipo 2.

Allevia alcuni sintomi

In persone asmatiche o allergiche è utile per respirare meglio, di fatti il caffè ha effetti vasodilatatori favorendo, quindi, la dilatazione dei bronchi – oltre alle coronarie e alla diminuzione della frequenza cardiaca. In caso di crisi allergiche, un rimedio della nonna è quello di preparare una caffettiera e iniziare a respirare a pieni polmoni l’aroma del caffè man mano che sale.

Contrasta l’obesità

Usato come coadiuvante nella cura dell’obesità, il caffè, in particolare il caffè verde, è in grado di incidere positivamente nel meccanismo termogeno (quello che regola il bruciare delle calorie) e infondere un effetto anoressizzante che aiuta a controllare la fame, soprattutto nei pazienti gravemente obesi. Al contempo aiuta lievemente la diuresi, quindi la perdita di liquidi in eccesso.

Certo, non tutti i caffè sono uguali. Innanzitutto, la quantità di caffeina varia al variare delle miscele. Nella Robusta si ha la maggior concentrazione, seguita dalla Arabica e la minore si ha nella Humboltiana. Quindi un caffè ottenuto da una miscela in cui prevale la Robusta sulla Arabica avrà un contenuto di caffeina maggiore di uno ottenuto da sola miscela Arabica, tanto per fare un esempio. Secondo poi, la caffeina contenuta in una tazzina di caffè varia in base al modo in cui viene preparato: il caffè solubile è quello che ha la minor concentrazione, seguito dall’espresso, poi dalla caffettiera tradizionale (moka), mentre la maggiore concentrazione di caffeina si ha nel caffè non filtrato e in quello napoletano prodotto per percolazione.